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Cappella di S.Nicola (centro)

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La cappella di S. Nicola, edificata in piazza Generale Caporaso, costituisce, insieme a quella ubicata in C.da Palazzo, uno dei due luoghi di culto dedicati al Santo nativo di Pàtara, nota ed antica città della Licia (Asia Minore). Non si conosce con precisione la data di fondazione di questa cappella: si presume che sia stata realizzata agli inizi del XVI sec., al centro del Vico Grande, il quale, allora, fungeva da collegamento tra la parte alta e la parte bassa del paese. Inizialmente, proprio come avveniva nelle basiliche romane, essa era adibita a luogo di incontro di tutta la cittadinanza, perché qui si votavano gli eletti dell'Università e sulla piazza antistante si decidevano le questioni di primaria importanza. Il terremoto del 1688 la rase al suolo e l'arcivescovo Orsini, nella Santa Visita del 1692, decise di abolirla, trasferendo i beni alla cappella di S. Marco fuori la contrada Palazzo. La chiesetta di S. Marco non è più esistente; oggi sono rimasti solo dei ruderi. Nel 1694, il signor Giovanni Mastrocinque fece domanda al Cardinale Orsini di poter ricostrurire la chiesa con l'altare e di poterla dedicare a San Nicola di Bari, essendo stata distrutta quella al casale Palazzo. Le bolle di concessione vennero firmate e, nella Santa Visita del 1696, venne ridipinta la chiesa e restaurato il quadro del Santo ad opera del pittore Salustio. Nel 1703, il pittore Pennini dipinse nel catino dell'abside l'immagine di San Nicola che riceve dal Redentore il libro del Vangelo e dalla Madonna il pallio. Poiché la spese venne sostenuta dal Card. Orsini, in basso venne riprodotto il suo stemma cardinalizio. Questo dipinto è ancora esistente, ma in cattivo stato di conservazione. Il 4 novembre 1703, il Cardinale consacrò la Cappella e l'altare: Don Giovanni Mastrocinque, arciprete di Castelpoto, aveva ceduto i suoi diritti sulla Cappella alla Congrega del SS. Corpo di Cristo e S. Anna. Per ricordare i 300 anni della consacrazione, il 4 novembre 2003, è stata celebrata una santa messa. Intorno al 1703, la cappella si arricchì di una tela raffigurante San Nicola, sistemata anticamente sotto il soffitto, ma in seguito inserita in un baldacchino in oro zecchino, che rifinisce l'altare in marmo rosso vitulanese. Anche il lavabo è dello stesso marmo. Sulle pareti laterali, anticamente vi erano le immagini della Madonna del Rosario e della Pietà. Nel 1760 venne rifatto il portale in pietra. Sopra quest'ultimo, all'interno, vi è la lapide consacratoria dell'Orsini. L'ultimo intervento si fa risalire a Mons. Gioacchino Pedicini: nel 1968, con il contributo dei fedeli, il Vescovo di Avellino volle abbellire il soffitto con il suo stemma vescovile e le pareti con zoccolo di marmo rosso. Il 14 febbraio 1997, un camion, attraversando Via San Nicola, rimase bloccato. Non potendo tornare indietro, passò con forza nell’esiguo spazio e provocò danni alla chiesa, causando la caduta di tre massi grandi, facenti parte di uno spigolo della facciata contiguo al Vico Grande. Tre mesi più tardi venne riparata la parte danneggiata. La chiesa è oggi in buone condizioni ed è possibile vedere l'altare con il baldacchino e il quadro di S. Nicola; a sinistra dell'altare è posto il quadro della Vergine di Pompei e a destra una statuetta antichissima del Santo. Nel catino dell'abside, è collocato il dipinto già accennato, un po' rovinato, il lavabo, due inginocchiatoi e alcuni abiti sacri. Affianco alla Cappella, si erge muta e annerita la Torre dell'orologio. Eretta nel cuore del vecchio borgo di Foglianise nel 1882, è stata segnata da tante vicende. Il suo prezioso congegno fermo ormai da anni, aspetta la sensibilità degli uomini per scandire il tempo e diffondere nell'aria, con il suo trillo delicato, il segnare dei quarti e delle ore. Inoltre, in prossimità della chiesa, vi è una fontana pubblica, risalente al XVII sec., nell'aspetto simile ad un'altra ubicata nel casale Palazzo.

 

la cappella di San Nicola con affianco la Torre dell'orologio; nella foto in alto è possibile vedere l'altare


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