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Cappella di Maria SS. delle Grazie

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Lorigine della Cappella è incerta. Edificata nell’antico casale di Barassano, nel cuore del centro antico, e dedicata alla Madonna delle Grazie, viene probabilmente costruita intorno al XVI sec.. Incassata nella parete del terreno ripidissimo che precede di poco il breve bosco che circonda il monte Caruso, la chiesetta è oggi in uno stato di abbandono e, pertanto, se ne auspica un restauro in tempi brevi.  Il luogo di culto mariano è di piccole dimensioni, in quanto scavato nella roccia retrostante,  e dispone di una navata centrale e, a sinistra, di una laterale più piccola, provvista anch'essa di ingresso. Collegato alla piccola navata laterale, si erge il campanile, privo del pinnacolo e con i solai sfondati. L'unica campana è incorniciata da pietre squadrate, mentre la muratura della parete retrostante è costruita con ciottoli informi. L'interno della chiesa conserva gran parte delle pareti intonacate con tracce di dipinti minacciati, però, da continue infiltrazioni d'acqua.  Il primo documento rinvenuto della sua esistenza è un atto notarile, datato 3 febbraio 1540 e rogato dal notaio Pietro Sauchella, circa una donazione della signora Mariuccia de Benedetto di un fondo seminativo, ubicato alla contrada “Toro dello Pezzullo”. La cappella doveva essere agibile nel 1630, come si evince da un atto nel quale un tale Bartolomeo Costanzella assegna 60 ducati affinché vi si celebrino le sacre funzioni.  Al tempo della prima visita pastorale del Cardinale Vincenzo Maria Orsini, Arcivescovo di Benevento, circa 60 anni dopo, cioè nel 1692, la chiesetta versa in disastrose condizioni al punto che il Cardinale autorizza una questua tra la popolazione locale, al fine di riportare l’edificio sacro al massimo splendore. Viene riparato il tetto, aperte quattro finestre, rifatti gli intonaci e creato un drenaggio per eliminare le infiltrazioni d’acqua, causa dell’umidità. I lavori vanno a rilento, sia per la mancanza di fondi che per il terremoto del 1702, e solo nel 1719 la chiesa riapre al culto. Agli inizi dell'800, l'altare maggiore viene ornato con un nuovo quadro, raffigurante la Madonna delle Grazie tra i santi Giuseppe, Lucia ed Antonio da Padova, opera del pittore vitulanese Capobianco. La tela viene riparata nel 1872 e consacrata, con solenne processione, da parte del Vescovo Camillo Siciliano di Rende, il 14 maggio 1881. La chiesa conosce un ulteriore periodo di splendore come documentato nella grande festa dell'anno successivo. Infatti, il 15 ottobre del 1882, la contrada organizza una raccolta di offerte in beni della terra tra frutta, ortaggi ed animali da cortile che, battuti poi all'asta, procureranno il denaro necessario per il mantenimento della piccola chiesa rionale. Questa tradizione, consolidatasi nel tempo, sussiste ancora oggi, a ricordo degli sforzi compiuti dalla popolazione di quel periodo. Ogni anno, la seconda domenica di ottobre, la statua della Madonna viene portata in processione al termine della messa vespertina. Dopo la prima celebrazione eucaristica, i fedeli portano in fila i donativi, seguendo il sacerdote, che vengono, poi, banditi all’asta; i proventi della vendita sono utilizzati per il restauro della cappella. La chiesa, infatti, oggi versa di nuovo in cattive condizioni. Il violento sisma del 1980, ha lesionato parte dell’edificio sacro, e, solo dal 1995, la Cappella è ritornata di nuovo ad essere un riferimento per gli abitanti dei casali di Barassano e Palazzo, per le funzioni religiose. Per riportare al suo antico splendore il Tempio Mariano, il suo restauro è stato inserito dalla Regione Campania tra gli interventi di valorizzazione dei beni culturali del 2001. Il progetto esecutivo è stato elaborato dagli Architetti Carmelina Boffa e Fernando Carapella e  il verbale di inizio dei lavori reca la data del 21-07-2004. Gli interventi previsti dai tecnici sono: il ripristino e il miglioramento del muro di contenimento a monte e ai lati della Cappella con una serie di operazioni, atte a regimentare le acque meteoriche, in modo da convogliarle in un canale di scolo; il consolidamento delle volte e delle cupole mediante l’impiego di rete metallica, annegata in un massetto di calcestruzzo; la realizzazione di cordoli di coronamento sulla sommità dei muri perimetrali ed alle imposte delle volte e delle cupole; la cucitura dei muri perimetrali agli incroci mediante perforazioni armate; il rifacimento della copertura attraverso la sostituzione integrale della piccola e grande orditura nonché una nuova copertura con i coppi; il rafforzamento di un tratto della fondazione e la sarcitura delle lesioni

facciata esterna della Cappella di Maria SS. delle Grazie; in alto l'antico pulpito in legno presente all'interno della chiesa


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